El cambio climático

El cambio climático es un problema que afecta a todo el planeta. Quizá te hayas dado cuenta de que cada vez aparecen más noticias sobre el calentamiento global y de que los líderes políticos de todo el mundo debaten sobre este tema con más frecuencia.

Si no tomamos medidas contra el cambio climático, el mundo en el que vivimos será muy diferente en apenas unas décadas. Por lo general, el clima será más cálido y algunas islas y zonas costeras desaparecerán bajo el mar, cuyo nivel está aumentando por el derretimiento del hielo polar. Habrá más tormentas, inundaciones, olas de calor y sequía; la escasez de agua y comida se extenderá en muchas partes del mundo, y algunos animales y plantas, sensibles al clima, como los osos polares y los pingüinos, se extinguirán.

Está en nuestras manos impedir que esto suceda, pero, para ello, es necesario que todas las personas, industrias y gobiernos del mundo se involucren en la lucha contra el cambio climático. El clima está cambiando debido, principalmente, a la forma en que producimos y utilizamos la energía que nos proporciona electricidad, calienta nuestros hogares, hace funcionar nuestras fábricas, pone en marcha nuestros coches y abastece de combustible los aviones que nos llevan a nuestros destinos de vacaciones. Cambiando estos hábitos y utilizando la energía de manera más responsable, podemos reducir las emisiones de CO2 y de otros gases de efecto invernadero que provocan el cambio climático.

Es importante que estés informado sobre el cambio climático ahora, porque, probablemente, sus efectos serán más graves cuando crezcas. Por ello, estaría muy agradecido si analizarais este tema en clase. Además, si cada uno de tus compañeros firma el Compromiso, podríais realizar juntos un seguimiento de vuestros esfuerzos e intercambiar experiencias en la lucha contra el calentamiento global.

Climate Change

Evidence of climate change is all around us. World snow cover has fall- en by 10 % since the late 1960s. Mountain glaciers are retreating and sea ice is melting, leading to a 10–20 cm rise in sea levels over the last 50 years. At the same time, con- centrations of carbon dioxide (CO2), methane (CH4) and nitrous oxide (N2O), the main greenhouse gases that trap heat in the atmosphere, have increased dramatically.

The effects are also becoming clear: extreme weather events mean more storms and floods in the north, and droughts and forest fires in southern countries. If unchecked, the pace of climate change will be too fast for some plant and animal species to adapt or migrate, and the impact on wildlife could be devating. Tropical diseases will spread more widely in warmer, wetter climates, and while some crops may flourish, food production in some parts of the world will be threatened.

Scientists, including the Intergovern- mental Panel on Climate Change (IPCC), are convinced that human activities are to blame. The burning of fossil fuels in power plants, road and air transport, landfill sites and manufacturing processes all generate harmful emissions. Between 1990 and 1999, EU greenhouse gas output fell by 4 %, but more action is needed to fulfil the promises made at an international conference in Kyoto, Japan, in 1997, to implement the 1992 UN Framework Convention on Climate Change (UNFCCC).

The European Climate Change Programme (ECCP), launched in June 2000, is also designed to help the EU meet its Kyoto targets. It was set up in consultation with a wide range of stakeholders, including seven tech- nical working groups covering energy, transport, agriculture, industry and other sectors. It has identified more than 40 measures that could cut emissions by twixw the level required by the Kyoto Protocol. Those already in the pipeline include directives on EU emissions trading, the energy performance of buildings, bio- fuels, energy-efficient public procure- ment, and fluorinated gases. A further 11 initiatives cover proposals such as strengthening research on climate change; and 22 measures for longer-term development included promoying hrat production from renewable energy sources and technological improvements to vehicles and fuels. The ECCP is the framework for future EU efforts to introduce innovative strategies to tackle climate change.

Leonardo Di Caprio Foundation

The Hollywood actor Leonardo DiCaprio in 1998, after his success with Titanic, decided to found the Leonardo DiCaprio Foundation, a non-profit organization dedicated to promoting environmental awareness. Although the foundation is dedicated to all areas of the environment, it is mainly focused on global warming, supporting renewable energy and preserving the biodiversity of the Earth. In 1999 he dedicated himself to documentaries made in South America on the emergencies of the Earth and opened a website dedicated to endangered animals and the environment. In 2010, he donated $1 million to WWF to save endangered tigers and preserve their habitat, and another $1 million to Haiti following the earthquake. In 2013, it donated 3 million to protect 3200 Nepalese tigers.

In July 2014, he organized a fundraiser in Saint-Tropez in which both he and other celebrities auctioned off personal items: he managed to raise $25 million used to protect oceansforestsnature reserves and endangered species. In July 2016, his foundation allocated $15.6 million to help protect wildlife and the rights of Native Americans, along with the fight against climate change.

In 2014 he was appointed Messenger of Peace by United Nations Secretary General Ban Ki-moon, while in 2016 he was placed by Time magazine in first place among the 100 most influential people on the planet, in the iconic category.

Before the flood

Before the Flood is a 2016 documentary fil about climate change directed by Fisher Stevens. The film was produced as a collaboration between Stevens, Leonardo DiCaprio, James Packer, Brett Ratner, Trevor Davidoski, and Jennifer Davisson Killoran. 

The film shows DiCaprio visiting various regions of the globe exploring the impact of global warming. As a narrator, DiCaprio comments these encounters as well as archive footages.

Leggende di una Roma misteriosa: Porta Alchemica

La Porta Alchemica è situata a Piazza Vittorio Emanuele II conosciuta anche come Piazza Vittorio nella città di Roma.  In questo angolo di Rione Esquilino, si annida una meraviglia, una delle testimonianze alchemiche più importanti del mondo. La Porta Alchemica è l’unica sopravvissuta delle cinque porte di Villa Palombara.

Conosciuta anche come Porta Magica, Porta dei Cieli o Porta Ermetica, è stata edificata nella seconda metà del Seicento dal Marchese di Pietraforte, Massimiliano Palombara, grande appassionato di alchimia, esoterismo e frequentatore della corte romana della Regina Cristina di Svezia

La storia narra che in una notte tempestosa del 1680, un viandante bussò alla porta di Massimiliano di Palombara, un marchese esperto in magia nera. All’interno della casa, lo straniero poté osservare un’immensa biblioteca, contenente libri storici, filosofici e di magia. Il marchese, che studiava la creazione della pietra filosofale, invitò l’ospite inatteso per la notte. Il pellegrino chiese al padrone di casa il permesso di raccogliere delle erbe nel suo giardino, necessarie a effettuare alcuni esperimenti. Il mattino seguente non vi era più alcuna traccia del viandante, che nessuna guardia aveva visto uscire dall’abitazione.

Al suo posto era rimasta solamente una particolare polvere gialla, che altro non era se non oro purissimo. Oltre a tale sostanza, il marchese trovò anche una pergamena che conteneva la formula necessaria per ottenere la sostanza dorata, ma che, nonostante tutti gli esperimenti e studi, il marchese non riuscì mai a decifrare. Perciò egli prese la decisione di incidere la formula sullo stipite della porta della propria abitazione, ma mai nessuno è riuscito a risolvere l’enigma, che, secondo la leggenda, consente di trasformare qualsiasi metallo in oro puro.

I simboli alchemici che adornano gli stipiti sono una successione dei pianeti in associazione ai metalli.  La Porta Alchemica, rappresenta un passaggio storico, il rovesciamento dei simboli collegati al cristianesimo verso un nuovo modello spirituale che si stava andando a sviluppare nel corso del Seicento. Sul finire del 1800 la Villa venne demolita per la riqualificazione del rione. L’unica parte di Villa Palombara che si è salvata, è proprio la Porta Alchemica, ma l’attuale posizione non è quella originaria.

PNL, il metodo di comunicazione che ci aiuta a pensare meglio

La PNL o Programmazione Neuro Linguistica, NLP in inglese (Neuro Linguistc Programming), è un modello di studio della comunicazione interpersonale il cui obiettivo è permettere agli individui di raggiungere il modo più efficace di comunicare e relazionarsi con gli altri.

La PNL si occupa dei processi che l’individuo mette in atto per modificare emozioni e pensieri attraverso l’uso del sistema nervoso. Tramite questo metodo gli individui migliorano sé stessi e le relazioni con il mondo circostante.

Questo metodo nacque in California negli anni Settanta dagli studi di Richard Bandler e dal ricercatore John Grinder presso l’Università Santa Crutz, curiosi di scoprire quali fossero gli stili linguistici e gli elementi comportamentali che permettevano alle persone di avere risultati positivi.

Questo studio parte dalla pratica di chi ha raggiunto risultati eccellenti e cerca di individuare le strategie di pensiero e di linguaggio. Per questo motivo è risultato molto utile per il miglioramento personale poiché ci aiuta a pensare, agire e parlare al meglio.

Secondo questo studio le persone hanno già dentro di sé le risorse di cui hanno bisogno, si tratta solo di trovare un modo per tirarle fuori.

La PNL offre molti strumenti pratici, esercizi e tecniche per lavorare sugli aspetti personali e migliorare efficacemente il nostro modo di porci rispetto agli obiettivi della vita che prima ci sembravano inconcepibili.

Gli effetti secondo gli autori

Secondo gli autori, questa tecnica sarebbe stata capace di intervenire su problemi in cui gli psicoterapeuti incorrevano di frequente, quali fobie, depressione, abitudini ossessive, disturbi psicosomatici.

Bandler e Grinder rivendicavano che combinando i metodi di PNL con la regressione ipnotica, una persona può non solo essere curata efficacemente da un problema, ma anche resa amnesica in primo luogo del fatto di avere avuto il problema. Dopo una sessione della terapia, i fumatori riuscirebbero a negare di aver mai fumato prima, anche quando la loro famiglia ed amici insistono altrimenti e anche di fronte a prove come le macchie della nicotina. Il potenziale dell’autodeterminazione sovrasterebbe anche le limitazioni dell’istruzione.

Successivamente è stata promossa come “scienza di eccellenza“, derivata dallo studio di come persone di successo o eccezionali in campi differenti avrebbero ottenuto i propri risultati.

È stato asserito che queste abilità possono essere imparate da chiunque per migliorare la propria efficacia sia personale, sia professionale.

Oggi esistono corsi di Coaching che permettono all’individuo di avere risultati positivi.

Greta, la bambina che lotta per i cambiamenti climatici

Greta è una ragazza prodigio che si è fatta conoscere in tutto il mondo per la sua voglia di cambiare il mondo e denunciare il fenomeno sempre più evidente dei cambiamenti climatici. La sua protesta è iniziata lo scorso settembre dopo un’estate contraddistinta da un caldo sopra la media. Da allora ogni venerdì tiene uno sciopero davanti al Parlamento svedese. Dalla sua iniziativa ha preso vita un movimento globale, Friday For Future, a cui hanno aderito migliaia di giovani in tutto il mondo. La sedicenne di Stoccolma è disposta a rinunciare ad andare a scuola per protestare. Riflette dicendo Che senso ha studiare per il futuro, se il futuro rischia di non esserci.

Dopo mesi di attivismo questa sedicenne è riuscita a conquistare il mondo, tanto che migliaia di studenti, in 150 Paesi, hanno cominciato a scendere in piazza ogni venerdì. Di questo movimento Greta è diventa l’ambasciatrice  riuscendo ad essere accolta ed ascoltata dai grandi della Terra come Papa Francesco. Però  Questo protagonismo ha causato anche molte crtiche.  L’obiettivo dello sciopero di Greta è chiedere al governo svedese di intraprendere una seria azione nella lotta al ‘climate change’. Una battaglia che passa inevitabilmente attraverso il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi di fine 2015, al quale la Svezia ha aderito, così come l’Italia.

È paradossale che una lotta così importante per l’ambiente sia stata intrapresa da una ragazza di sedicenni.

Spagna, rissa fuori da un locale a Cadice: arrestati 4 studenti italiani in Erasmus

Un 30enne spagnolo è finito in coma per una rissa sul retro di una discoteca, all’alba, nella zona della movida di Cadice, Andalusia. In un video è stato registrato il calcio che ha colpito alla testa il giovane portandolo in coma e in prognosi riservata. La polizia della città spagnola ha arrestato quattro giovani italiani, studenti Erasmus, presunti responsabili del pestaggio. La situazione è stata monitorata attentamente dall’Italia con un ufficiale di collegamento del Servizio di Cooperazione Internazionale della polizia che si è messo in collaborazione con la polizia spagnola per offrire tutta l’assistenza del caso per le indagini.  Secondo quanto emerge finora i quattro sono campani di età compresa tra i 22 e i 30 anni e due di loro – incluso il ragazzo che ha sferrato il calcio alla testa – della provincia di Napoli. Il più grande dei quattro è il napoletano Emilio Di Puorto mentre glii altri tre sono: Dario BordoniLuca Maicon Vinicius Bellavia e Nicola Iannetta

Sono tutti al commissariato di San Fernando in attesa di comparire davanti al giudice: come ha spiegato la polizia, sono detenuti in attesa di ricostruire tutto ciò che è accaduto, anche ascoltando i testimoni. La prognosi del ferito è ancora riservata e bisognerà aspettare le prossime 48 ore per capire se la vittima potrà riprendersi completamente. Il giudice aspetterà il decorso per decidere se imputare al responsabile del calcio il reato di lesioni gravi o tentato omicidio. Non si conosce ancora il vero motivo della lite. Questo tragico episodio ci richiama alla mente quanto accaduto qualche anno fa nella discoteca di Lloret de Mar.

Le fake news

Salve a tutti! Oggi voglio parlarvi di una piaga della nostra società: le fake news.

In questo articolo vi suggerirò alcune strategie per riconoscere se una notizia è veritiera oppure no.

Innanzitutto adiamo a vedere che cos’è una fake news. Il termine inglese “fake news” indica una notizia falsa, non veritiera, inventata che viene diffusa in rete con un unico obbiettivo: disinformare.

Molti penseranno che questo fenomeno risalga a un’epoca moderna, eppure la storia è piena di fake news clamorose, ma il fatto è che oggi la loro diffusione attraverso i media ha una velocità sorprendente, molto più che nel passato. Prima che si riesca a rendersi conto che una notizia è fake, questa ha avuto tutto il tempo di generare vere e proprie battaglie e polemiche globali.

Cosa è possibile fare per smascherare e contrastare falsità, bugie e disinformazione?Fortunatamente esistono alcune regole che ci aiutano a riconoscere questo tipo di notizie. Dovete prestare attenzione ai seguenti elementi:

.TITOLI: i titoli esagerati e altisonanti, scritti in maiuscolo e con un uso eccessivo di punti esclamativi. Le informazioni esagerate contenute in un titolo portano sempre la maschera di una fake news.

.IMMAGINI: le immagini come i titoli servono per catturare l’attenzione del lettore. Una buona percentuale di notizie false contengono immagini ritoccate e modificate.

.URL: un URL simile ad uno già esistente non può che contenere una notizia non veritiera.

.ERRORI: se il testo è pieno zeppo di errori di battitura si tratta di una fake news.

.FONTI: verificare sempre le fonti di un articolo. Solo così si potrà avere la certezza che siano notizie reali. Le fonti devono essere sempre attendibili. Controllare sempre su Google se una data notizia è stata già smentita oppure no.

.DATA: la data di una notizia è fondamentale. Spesso a una notizia vera vengono affiancate immagini altrettanto vere ma che non si riferiscono a una news. 

Quindi cari lettori non tutto ciò che è scritto in un articolo corrisponde alla verità…mai fidarsi troppo!! Spero che i miei suggerimenti vi siano stati d’aiuto.

Migrazione: Bambini invisibili

Dogana di Ceuta

Andalusia – Un gruppo di studenti Erasmus, di ritorno a Siviglia da un viaggio nel Nord del Marocco, hanno vissuto un’esperienza scioccante ieri notte.
Quattro bambini di età compresa tra i 5 e 12 anni si sono nascosti al disotto del loro autobus, affrontando un viaggio di 76 Km per fuggire in Europa.
Questo è quanto ci racconta Aurora, studentessa italiana di 21 anni, col volto ancora attonito.
Ci parla dell’incredulità vissuta quando, dopo aver passato tutti i controlli dell’enclave di Ceuta – città autonoma spagnola situata nel Nord Africa – , ha iniziato a sentire dei forti rumori provenire dalla parte inferiore dell’autobus, quando oramai solo pochi chilometri li separavano da Siviglia.
“Eravamo tutti preoccupati e non capivamo cosa stesse accadendo. Improvvisamente sull’autobus è scoppiato il caos: urla, pianti. L’autista dopo essersi messo in contatto con la polizia si è fermato alla prima area di sosta e mentre aspettavamo l’arrivo delle forze dell’ordine sono usciti dalle ruote dell’autobus 4 bambini: due di 4-5 anni e due un po’ più grandi, sulla decina. Avevano degli occhioni impauriti e lentamente si sono allontanati dal veicolo.”

Prima di ripartire per la Spagna i ragazzi erano stati informati del fenomeno in quanto molto frequente – come ci conferma Aurora – , ma gli studenti Erasmus, stanchi e seduti sui loro confortevoli sedili, non avrebbero mai potuto immaginare cosa sarebbe successo loro da lì a poco.
Soliti vedere tali scene nei servizi del telegiornale, con immagini che sembrano lontanissime dalla propria realtà, mai avrebbero pensato di viverle in prima persona.
Un’altra ragazza Erasmus, Claudia, anche lei ancora scioccata dall’accaduto, ci racconta che mentre giravano per le città marocchine di Tangeri, Chefchaouene e Tetouan, molti erano i bambini che cercavano di aggrapparsi agli autobus turistici, rincorrendoli fino ad arrivare agli hotel. Ed i giovani Erasmus, estranei alla realtà marocchina, pensavano fosse solo un gioco, una forma di divertimento in un mondo logorato dalla povertà e dalla miseria. Quando in realtà era una via di fuga.

La testimonianza di Aurora continua descrivendo gli sguardi persi e disperati di quei bambini: “Erano molto più piccoli di noi ma, data l’esperienza che stavano vivendo, avevano molta più forza e maturità di tutti noi”. All’arrivo della polizia i bambini erano ormai fuggiti tra le aiuole dell’autostrada. “Era buio e noi studenti eravamo più spaventati di loro.”, continua Claudia.

Aurora ci confessa di aver cercato in tutti i modi di immedesimarsi nelle teste di quei bambini, invano. Quelle piccole vita hanno messo a repentaglio la loro vita pur di fuggire dalla propria realtà, abbandonando la propria famiglia e le proprie certezze, sperando in un futuro migliore. E né Aurora, né nessun altro giovane presente in quell’autobus, può davvero capirli.

Una cosa è certa, da ieri notte la visione della realtà di questi ragazzi è completamente mutata.
Il Marocco ha cambiato loro la vita.

Erasmus: istruzioni per l’uso

Qui di sopra vi ho riportato la copertina del libro “Erasmus istruzioni per l’uso”, un libro che consiglio di leggere a tutti gli studenti che sono in partenza per questa magnifica esperienza che gli cambierà la vita.

L’autrice, Isabella Riccò, ex studentessa Erasmus ha racchiuso in questo manuale, interamente dedicato a un progetto al quale hanno preso parte 3 milioni di studenti universitari in 25 anni, non la sua esperienza personale, bensì i momenti significativi che questa realtà irreale ha riservato e riserverà a tutti i suoi partecipanti.

Un libro scritto per tutti coloro alla ricerca di informazioni e consigli su come funziona questo progetto e, soprattutto, perché funziona. Per coloro che si chiedono come mai questo progetto ha contagiato tutti gli studenti, quando a loro appare come un semplice soggiorno prolungato all’estero. Per tutti coloro che sono tornati e cercano continuamente un appiglio verso quel mondo scomparso nel giro di 24 ore.

L’autrice ci descrive il pre-partenza e come diversi tipi di persone affrontano questa fase dell’Erasmus. La fase più critica. Qui di seguito vi riporto qualche esempio:

LO SPAVALDO: non ha paura, è elettrizzato, vuole andarsene. Il posto dove vive lo stressa, non gli piace o ha semplicemente bisogno di cambiare. Vede l’Erasmus come una necessità per viaggiare, per conoscere gente, per allontanarsi dalla vita quotidiana. Stato d’animo prima della partenza: impaziente, felice, curioso di quello che lo aspetta.

IL TITUBANTE: convinto di partire fino a due settimane prima della data fatidica, e poi improvvisamente assalito dal timore. Non riesce a dormire bene la sera, presenza costante di quel “serpente” che ci accompagnava durante le interrogazioni delle superiori, regressione all’età infantile (bussare di notte in camera dei genitori, magari disturbandoli, per cercare sicurezza, conforto, speranza). Stato d’animo prima della partenza: paura, nervosismo, shock.

IL MAMMONE: colui che affronta per la prima volta il distacco dalla famiglia quando mette piede sull’aereo. questo genere di persona non è tanto preoccupato per l’esperienza in sé, più che altro spera di sopravvivere tra fornelli, pulizie settimanali, camicie da stirare e casa da gestire. Stato d’animo prima della partenza: quando mangerò di nuovo le lasagne.